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MONITORAGGIO “LEA”: IL MINISTERO BOCCIA LA CAMPANIA SULLA SANITA’.

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Foto di: Ministero della Salute

Campania penultima in Italia. 

Il 10 gennaio 2019 il Ministero della Salute ha reso noti i punteggi riportati dalle regioni italiane per quanto attiene ai Livelli Essenziali di Assistenza (c.d. LEA), ovvero la più importante misura di sintesi del livello delle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini.
La valutazione dei LEA punta, in sostanza, ad appurare che i servizi essenziali siano erogati in condizioni di appropriatezza e di efficienza nell’utilizzo delle risorse, e che venga rispettata la congruità tra le prestazioni da erogare e le risorse messe a disposizione dal SSN.
In base al punteggio LEA le regioni accedono, inoltre, alla c.d. “quota premiale”: pari al 3% delle somme dovute a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario, al netto delle entrate proprie.
Il monitoraggio dei LEA, in base all’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, è effettuato annualmente dal Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (c.d. “Comitato LEA”) appositamente istituito presso il Ministero della Salute.
I punteggi relativi all’anno 2017 sono così classificabili:
  • otto Regioni si collocano nella “fascia alta” (punteggio superiore a 200): Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Umbria, Abruzzo e Marche.
  • otto Regioni si collocano nella “fascia intermedia” (punteggio compreso tra 200 e il minimo accettabile di 160): Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Provincia Autonoma di Trento, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia.
  • Regioni “bocciate” (punteggio inferiore a 160): Campania, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria e la Provincia Autonoma di Bolzano. La Campania è penultima in Italia, la Calabria ultima. Per la Provincia Autonoma di Bolzano, la Sardegna e la Valle d’Aosta, il Ministero evidenzia il mancato invio di alcuni flussi informativi obbligatori.
Con riferimento alle regioni “inadempienti”, il Ministero ha evidenziato, in particolare, grosse criticità per ciò che concerne l’area della prevenzione (soprattutto screening oncologici e coperture vaccinali) e l’area distrettuale. Appare dunque principalmente un problema di “organizzazione e gestione”: un sistema amministrativo che fatica a governare adeguatamente l’offerta di salute e l’accesso ai servizi.

Sul piano politico, la classifica LEA segnala una retrocessione della Regione Campania: durante il governo Caldoro era passata da ultima Regione d’Italia (2011) a terzultima (2013), con un recupero di +35 punti (seconda solo alla Toscana). Con il governo De Luca la sanità campana si ferma a penultima Regione.

Le Regioni che sono sia “inadempienti”, sia sottoposte a “Piano di rientro” (Campania e Calabria), sono soggette a un particolare “affiancamento” da parte del Ministero della Salute, nell’ambito dei rispettivi Programmi Operativi.

Focus Campania: 

L’Accordo per il Piano di rientro dal disavanzo della spesa sanitaria della Regione Campania risale al 13 marzo 2007 (recepito con Deliberazione della Giunta Regionale – DGR 460 del 20 marzo 2007) e contempla una serie di interventi volti a recuperare il disavanzo sanitario e riorganizzare il Servizio Sanitario Regionale (SSR), nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Ai sensi dell’art. 2 comma 88 della legge del 23 dicembre 2009 n. 191, il Piano di rientro è proseguito attraverso una serie di Programmi Operativi: il Programma Operativo 2010 (Decreto del Commissario ad Acta – DCA 41 del 14 luglio 2010), il Programma Operativo 2011-2012 (DCA 45 del 20 giugno 2011), il Programma Operativo 2013-2015 (DCA 108 del 10 ottobre 2014) e il Programma Operativo 2016-2018, attualmente in vigore, approvato con DCA 14 del 1 marzo 2017.
Vi era stata, nelle scorse settimane, una protesta popolare per il rischio di alcune chiusure di reparti di ospedali in Campania (come i punti nascita di Sapri e Polla) conclusasi con rassicurazioni del Presidente De Luca, basate sul nuovo Piano Ospedaliero della Regione. Per il momento comunque, tale piano non è stato ancora pubblicato e anche reparti a rischio chiusura, come i punti nascita a Sapri e Polla, restano aperti grazie a un provvedimento tampone del commissario dell’ASL di Salerno.

Fonte: sito web del Ministero della Salute.

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