Home Cultura e Società UN “PIANO STRAORDINARIO” PER IL LAVORO AL SUD

UN “PIANO STRAORDINARIO” PER IL LAVORO AL SUD

711
Fonte: Nexus Stp

Mancano migliaia di magistrati e cancellieri nei tribunali, mancano infermieri negli ospedali, mancano insegnanti nelle scuole, tutte le Amministrazioni pubbliche (specie al Sud) sono sotto organico di funzionari amministrativi… e mancheranno sempre di più se non si reagisce alla “desertificazione industriale” di metà dell’Italia… perchè sempre più mancheranno i soldi per pagarli…

 

Qual è il problema?

Il PIL dell’Italia (60,484 milioni di abitanti) ammonta a 1.725 miliardi di euro (dati Istat 2017):

  1. 383,2 miliardi prodotti in Lombardia (10,036 milioni di abitanti);

  2. 162,5 miliardi prodotti in Veneto (4,905 milioni di abitanti);

  3. 157,2 miliardi prodotti in Emilia-Romagna (4,453 milioni di abitanti).

Su un totale di 462,9 miliardi di euro di merci esportate dall’Italia (dati Istat 2018):

  1. la Lombardia ha esportato per 127 miliardi;

  2. il Veneto ha esportato per 63,3 miliardi;

  3. l’Emilia-Romagna ha esportato per 63,4 miliardi.

In pratica: tre regioni da sole producono il 40,1% del PIL e fanno il 55% dell’export italiano. In alcune aree del Mezzogiorno il reddito medio dei cittadini è la metà dei cittadini del Nord.

Questi dati bastano a rendere il senso di quanto sia drammatica la situazione economica in cui versa metà del Paese. Siamo di fronte a un vero e proprio “fallimento del mercato”. Il mercato, infatti, non è un concetto astratto bensì un’istituzione economica concreta, che esiste nella misura in cui vi siano sul territorio le infrastrutture materiali (strade, autostrade, acquedotti, edilizia scolastica, portualità, reti ad alta velocità…) e immateriali (competenze imprenditoriali e tecniche) per sostenerla.

Che fare?

La priorità del Paese deve essere il Mezzogiorno.

Bisogna costruire il mercato” attraverso un Piano Straordinario per il Mezzogiornoche pianifichi, promuova, coordini e indirizzi gli investimenti. Le risorse ci sono (si pensi solo ai Fondi Europei) ma oggi sono disperse in migliaia di piccole iniziative sul territorio, quasi sempre inutili.

Le priorità fondamentali sono 3:

  1. concentrare tutte le risorse disponibili su un grande piano di investimenti nelle infrastrutture strategiche per persone e imprese al Sud (autostrade, portualità, alta velocità…).

  2. incentivare gli investimenti al Sud di grandi gruppi privati, anche mediante lo strumento delle Zone Economiche Speciali.

  3. creare un’Agenzia pubblica che coordini il piano di investimenti pubblici (punto 1) e sia l’interlocutore unico per i privati che investono (punto 2).

Fonte: We Build Value

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here