Home Cultura e Società IL MINISTERO: “AUTOSTRADE” IRRESPONSABILE SULLA MANUTENZIONE DEL “PONTE MORANDI”

IL MINISTERO: “AUTOSTRADE” IRRESPONSABILE SULLA MANUTENZIONE DEL “PONTE MORANDI”

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foto di: Ansa/Luca Zennaro.

«Autostrade per l’Italia, pur a conoscenza di un accentuato degrado del viadotto e in particolare delle parti orizzontali di esso che appalesavano deficit strutturali, non ha ritenuto di provvedere, come avrebbe dovuto, al loro immediato ripristino e per di più non ha adottato alcuna misura precauzionale a tutela dell’utenza».

Leggi qui il testo completo della relazione prodotta dalla Commissione ispettiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul crollo del Ponte di Genova.

foto di: Corriere Roma – Corriere della Sera

Chi controllava per lo Stato l’attività del concessionario Autostrade?

Nel 2007 i controlli erano a carico di ANAS. Nel 2013 passano al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), il quale crea una apposita “Direzione generale per la Vigilanza sulle Concessioni Autostradali”, con l’incarico di produrre un rapporto annuale.

L’ultimo disponibile sul sito istituzionale è il Rapporto annuale 2016, il quale riferisce tra l’altro di una spesa annua per le manutenzioni da parte di Autostrade scesa nel 2016 a 261,8 milioni di euro, a fronte dei 299 del 2008 (-36 milioni).

In Italia i “controlli” o sono giudiziari o non sono!

Tra i problemi più gravi dell’Italia, in generale, c’è spesso la scarsa efficacia dei controlli amministrativi, i quali tendono a subire un burocratismo paralizzante e un giurisdizionalismo imperante. In fin dei conti, in pratica, il problema dei controlli in Italia è che spesso o sono giudiziari o si rischia che non siano. Il controllo giudiziario tuttavia (a parte i tempi e i costi) di solito si realizza quando si è già commesso o al più si sta commettendo una qualche irregolarità: cioè interviene come un chirurgo che opera un paziente già invaso dalla malattia.

Una risposta politica seria a quanto accaduto a Genova, nell’attesa inevitabile che la magistratura accerti le responsabilità, è cogliere l’occasione per rafforzare i controlli amministrativi in tutto il settore pubblico (negli appalti, nelle concessioni, nella sanità, negli enti territoriali…) al fine di evitare che tragedie simili abbiano più a ripetersi. Le leggi dello Stato peraltro, sostenute sul piano teorico da importanti studi di management pubblico, hanno già da tempo determinato una evoluzione delle modalità attraverso le quali tali controlli dovrebbero realizzarsi: non più secondo modalità prettamente burocratiche bensì secondo modalità giuridico-economiche e gestionali-organizzative ispirate ai princìpi aziendalistici di efficienza, efficacia ed economicità. L’effettiva implementazione del sistema di controlli interni al settore pubblico dunque, rappresenta la concreta possibilità non solo di prevenire la violazione della regole ma anche di evidenziare e correggere per tempo situazioni che – pur formalmente lecite – possono essere “inopportune” (per es. perché mettono a rischio l’interesse generale): come un medico che, facendo prevenzione su un paziente, impedisce che insorga la malattia. Esistono oggi due risorse fondamentali, dalla cui alleanza possono scaturire controlli amministrativi efficaci per la protezione dei cittadini, e l’Italia le possiede entrambe: la tecnologia e le professionalità. Tutto sta a organizzarle e usarle!

Discorso diverso è avviare una riflessione politica sul ruolo dello Stato nell’economia dell’Italia di oggi e quindi anche ripensare criticamente al rapporto tra economia pubblica e economia privata. E’ questo un tema di enorme rilevanza, peraltro già al centro di importanti dibattiti e sperimentazioni in tutto il mondo. Ovviamente un Paese serio approccia un tema di tal calibro – da cui può dipendere veramente il fututo economico di una Nazione – con estrema prudenza… cominciando da un confronto approfondito con professori universitari, esperti di economia, di organizzazione, di diritto… Solo dopo aver acquisito una chiara visione dei fatti e delle prospettive, si assume la decisione politica: autonomamente ma su solide basi conoscitive.

 


Per ulteriori approfondimenti:

Programmazione e controllo delle Amministrazioni pubbliche:
  1. D’Amico, Eugenio. Evoluzione della programmazione e dei controlli manageriali nelle amministrazioni centrali dello Stato. Wolters Kluwer Italia, 2009.
  2. Pozzoli, Stefano and Elena Gori. Il Sistema dei controlli negli Enti locali. Maggioli Editore, 2013.
Economia pubblica:
  1. Amato, Giuliano. Economia, politica e istituzioni in Italia. Vol. 52. Il mulino, 1976.
  2. Bernasconi, Michele e Massimo Marrelli. Diritti, regole, mercato. Economia pubblica ed analisi economica del diritto. Franco Angeli, 2005.
  3. Brosio, Giorgio. Economia pubblica moderna. G. Giappichelli, 2010.
  4. Luciani, Nino. Economia generale. Economia di mercato e dell’impresa, economia pubblica e politica economica, economia internazionale, economia dell’ingegneria: valutazione e scelta degli investimenti privati e pubblici. Franco Angeli, 2005.

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