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AL SUD STESSI DIRITTI DEL NORD!

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Foto di: corriereuniv.it

Una strategia per il Sud in 3 punti:

  • “Macroregione del Sud” per governare le funzioni e semplificare i processi.

  • creazione di una Agenzia per gli investimenti nel Sud”.

  • istituzione di una Zona Economica Speciale” al Sud, in cui lo Stato incentivi il rafforzamento del mercato e l’industrializzazione attraverso il sostegno pubblico agli investitori, canali privilegiati di dialogo con autorità pubbliche, incentivi fiscali ecc.


 

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha in programma per il prossimo 15 febbraio un incontro con i Presidenti delle Regioni Veneto, Lombardia e Emilia Romagna. Lo scopo è spiegare la proposta del governo, che intende concedere maggiore autonomia delle regioni del Nord, consentendo loro di trattenere sul territorio il residuo fiscale (cioè la differenza tra quanto pagano in tasse e quanto ricevono in trasferimenti per servizi) e di avere i poteri esclusivi in materia di Sanità (personale, farmaci, organizzazione, fondi integrativi, tariffe, servizi, formazione).
Il problema è che una parte di quelle risorse che il Nord vorrebbe trattenere “in loco”, va oggi a finanziare il fondo di solidarietà per le regioni del Sud, in assenza del quale si andrebbe incontro a un ampliamento del divario tra Nord e Sud sul piano dei servizi pubblici (scuole, sanità ecc.).

Come può rispondere il Sud a questa sfida?

Nella quasi indifferenza della politica meridionale (che in altri tempi sarebbe stata sulle barricate di fronte a un pericolo del genere) una via d’uscita è proposta dal leader del centrodestra campano Stefano Caldoro. L’occasione è quella di un convegno tenutosi a Cava de Tirreni:
“Il Veneto e la Lombardia sono già partite, la stessa Emilia Romagna è in fase avanzata, e non possiamo mettere in campo la politica dei NO o approcci vecchi e difensivi, dobbiamo rilanciare! Organizzando la “Macroregione Sud”, per governare le funzioni e semplificare i processi”.
Il focus sono soprattutto i diritti: sanità, trasporto pubblico locale, ambiente… per fare in modo che il cittadino italiano possa godere degli stessi diritti, indipendentemente dal fatto che nasca a Napoli, a Milano o a Sapri. Già oggi, in particolare per la sanità, il nuovo monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) da parte del Ministero della Salute, dimostra che un cittadino del Sud non ha la stessa assistenza di un cittadino del Nord.
Oltre all’istituzione della Macroregione del Sud, il progetto prevede anche la costituzione di un’Agenzia per gli investimenti nel Sud e l’istituzione di una Zona Economica Speciale, ovvero un’area che comprenda Abruzzo, il Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania in cui lo Stato incentivi il rafforzamento del mercato e l’industrializzazione attraverso una serie di strumenti quali: sostegno pubblico agli investitori, canali privilegiati di dialogo con autorità pubbliche, incentivi fiscali ecc.
“Siamo pronti alla sfida del cambiamento – rilancia Caldoro – ad approfondire i temi delle autonomie, del federalismo e dei diritti che devono essere uguali per tutti, a partire da sanità, istruzione e sicurezza.
Dobbiamo pretendere l’applicazione dei principi di garanzia per tutti, a partire dai fabbisogni standard, contenuti in una legge importante, la numero 42 del federalismo fiscale, che è giusto definire legge Berlusconi, alla quale hanno lavorato Calderoli e tanti ministri di Fi, e anche il sottoscritto… Una legge che garantisce l’autonomia differenziata pur mantenendo l’unità del Paese. Stessi diritti e risorse per un cittadino di Milano o di Napoli, Salerno o Torino”.

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