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CAMPANIA: IL CENTRO-DESTRA SCHIERA IL MIGLIORE

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Foto di: Anteprima24.it

Il centro-destra mette in campo la sua proposta politica per la Regione Campania. Il candidato unitario è Stefano Caldoro, uomo di governo a cui tutti (anche oltre i confini del centro-destra) riconoscono competenza e capacità di lavoro. Caldoro è il candidato del nuovo corso della Campania. Preferisce la verità alle facili promesse. Non ama gli annunci né i lanciafiamme… preferisce gli atti di governo. Non è uomo dei monologhi ma del dialogo. Non ama le urla né i fronzoli della politica, perché è uomo sobrio, diretto, operativo ma anche dai modi garbati. E’ uno che studia e risolve i problemi, con uno stile manageriale. Da sempre molto attento ai temi della legalità ma con una indiscussa cultura garantista (difesa anche all’interno della sua stessa coalizione) appresa nel Partito socialista e da suo padre Tonino Caldoro, uno dei protagonisti della stagione riformista degli anni ’60 che portò all’approvazione dello Statuto dei Lavoratori.

Tra il 2010 e il 2015 è stato l’uomo della “rinascita della Campania”. Ereditò una regione che gli ispettori del Ministero dell’Economia dichiararono “tecnicamente fallita” e in 5 anni seppe farne un modello di buona amministrazione a livello nazionale. Ereditò un buco di bilancio di circa 5 Miliardi e un disavanzo annuo in sanità di circa 800 Milioni. Già nel 2013 Caldoro aveva azzerato il deficit e portato un avanzo di +6,1 milioni di euro, lasciando poi la Regione con un debito ridotto dei 2/3. Si trattò di un’opera di gestione pubblica eccezionale, un vero miracolo politico visto che le finanze regionali tornarono in ordine senza aumentare le tasse e senza tagliare i servizi. Anzi… la sanità campana recuperò in 4 anni 38 punti nei Livelli Essenziali di Assistenza e più che dimezzò i tempi di pagamento ai propri fornitori. In quegli anni il governo regionale aveva gestito il problema dei rifiuti, aveva portato la Campania al primo posto in Italia per spesa dei fondi comunitari, aveva evitato la chiusura di numerosi stabilimenti industriali: Fincantieri a Castellammare di Stabia, Fiat a Pomigliano, Whirpool a Carinaro… «Ci opporremo con ogni mezzo alla chiusura degli stabilimenti. Difenderemo con ogni mezzo i lavoratori», ripeteva Caldoro da buon socialista, e alle parole faceva seguire atti di governo… guadagnandosi il rispetto degli operai e dei sindacati.

Dal 2015 Caldoro ha guidato l’opposizione al governo regionale di Vincenzo De Luca: ne ha contestato la gestione della sanità, dei fondi europei, dell’emergenza rifiuti, delle crisi industriali. Sempre con proposte alternative. Ha anche rifiutato più comodi incarichi politici a Roma e a Bruxelles, pur di rimanere a difendere gli interessi di suoi conterranei.

Oggi, dopo 5 anni di governo della sinistra, la Campania sembra vivere una crisi economico-sociale molto forte. Non è solo il problema della pandemia… Già prima del Covid la situazione della Campania appariva critica. Tra i principali problemi:

  • 3,6 miliardi di Fondi Europei che la Regione guidata dal centro-sinistra non è riuscito a immettere nel circuito economico della Campania;

  • EUROSTAT che comunica che Campania è la regione dell’Europa con maggior tasso di disoccupazione giovanile (più del 50%), migliaia di giovani emigrano ogni anno in altre regioni d’Italia;

  • crisi industriali gigantesche, che interessano soprattutto le province di Napoli, Avellino, Benevento e Caserta.

La situazione sarà ancora più drammatica dopo le elezioni, a settembre, quando scadrà il blocco dei licenziamenti imposto dal Governo nazionale.

C’è poi il problema del Coronavirus. In Campania, come in tutto il Mezzogiorno, il virus non è dilagato… segno evidente che il merito non è tanto delle singole amministrazioni regionali, ma principalmente del senso di disciplina e del senso di responsabilità dei cittadini. In effetti, come conferma il report realizzato dall’Alta scuola di economia e management dei servizi sanitari dell’Università Cattolica, la Campania è ultima in Italia per tamponi effettuati sulla popolazione. Più volte Caldoro aveva chiesto al governo regionale di avviare subito un “controllo di massa” della popolazione, per identificare i positivi asintomatici prima che potessero creare contagi. In effetti la Campania ha visto sorgere sul proprio territorio due importanti focolai: oggi Mondragone, ieri Ariano Irpino. Caldoro accusa De Luca di aver ordinato la chiusura delle aree interessate, senza tuttavia preoccuparsi di mettere al sicuro la popolazione con presìdi sanitari e ordine pubblico.

In questo contesto, a Stefano Caldoro è tornato a rivolgersi l’intero centro-destra, affinché rimetta in campo una squadra forte, solida negli uomini e nella proposta politica… per portare in Campania una “nuova stagione riformista”, di buon governo e crescita economica.

Le parole d’ordine di Caldoro sembrano già chiare: Proteggere i cittadini, Abbassare le tasse, Rilanciare gli investimenti pubblici per creare lavoro.

Foto di: ildenaro.it

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